Jesuit Social Network
rete delle attività sociali promosse dalla Compagnia di Gesù
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Cari tutti,
mi fa piacere condividere con voi il frutto di un lavoro lungo al quale ho collaborato attivamente con un piccolo gruppo di referenti pubblici, ricercatori sociali e rappresentanti di terzo settore, che ha accompagnato quasi due anni di gestazione e che finalmente è venuto alla luce: il Piano Sociale del Comune di Palermo e di cui allego la delibera di approvazione della giunta comunale e a partire dal quale speriamo si disegni una nuova idea più sociale di città.
In contemporanea è stato pubblicato un mio contributo sul libro “Piazza ,Comunità, Connessioni. Creazione di Processi Partecipativi” (a cura di Cinzia Novara e Loredana Varveri, Laboratorio di Politica/15 Aracne Editrice, ottobre 2015, Ariccia-Roma), dal titolo “La Città Partecipata” (pp.165-195) ed è una mia rilettura in chiave sociologica e di pedagogia ignaziana di alcune buone pratiche partecipative. Il libro verrà presentato il
17 maggio ore 9.30 presso Università di Palermo (in viale delle Scienze Edificio 16 aula S1)

Vi scrivo perché penso che tutto ciò è il risultato degli stimoli ricevuti dal JSN e dallo sforzo fatto insieme di tradurre in chiave sociale l’approccio ignaziano e dei numerosi incontri e convegni sul welfare, proposti dalla rete e riunioni del Comitato di Presidenza e nello stesso tempo anche degli input ricevuti da Aggiornamenti Sociali grazie alle riflessioni e pubblicazioni sulle politiche sociali, sui Piani di zona degli Enti Locali (L.328/2000) e sui Liveas.
Grazie per quello che ho imparato da ciascuno di voi e dalle vostre realtà che ho portato come ricchezza di saperi e di azioni sociali e che hanno ispirato la rilettura del contesto delle politiche pubbliche della mia città e che nei momenti di passaggio e di cambiamento mi hanno fatto sentire di appartenere ad una rete sociale autentica, portatrice di senso e di un’incarnazione nella realtà.

Da tutto ciò ma anche dai laboratori di cittadinanza attiva con i giovani delle periferie e delle scuole ormai attivati da diversi anni ( allo Z.E.N., Ciaculli-Brancaccio e Ballarò-Albergheria, al Gonzaga con i giovani liceali volontari del Progetto Magis e con i giovani del Collegio Sant’Ignazio nel quartiere periferico Giostra a Messina) è nata l’esigenza per me condivisa anche con altri, di trovare una sintesi degli anni di lavoro territoriale, nell’idea e progettazione di un’Officina della Creatività all’interno dell’Istituto Arrupe, come possibilità di trovare un luogo di resistenza e di innovazione sociale nel territorio (e vi allego una prima bozza progettuale ancora in via di definizione).

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