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Sesta Opera San Fedele

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Confronto con i candidati milanesi sui temi del carcere

07 Mar 2013

La settimana dal 4 all’8 febbraio 2013 a Milano è stata dedicata ai temi del carcere per iniziativa di don Colmegna che aveva iniziato uno sciopero della fame per un caso che gli stava a cuore. Nella stessa settimana il presidente Napolitano ha visitato il carcere di San Vittore per ribadire la sua personale vicinanza alla realtà  dei detenuti la cui gravità è stata causa della condanna dell’Italia da parte della Corte Europea per i Diritti Umani che ha puntato il dito contro il sovraffollamento delle nostre carceri e ha accusato il nostro Paese di violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea che vieta la tortura o il trattamento disumano o degradante in carcere. Come conclusione della settimana si è fatto il punto della situazione in un incontro a Palazzo Reale riassunto in un documento stilato con il coordinamento del Garante, Alessandra Naldi. Le associazioni presenti hanno fatto anche una serie di proposte tra cui quella della Sesta Opera San Fedele che ha invitato tutti i candidati alle elezioni ad una Tavola Rotonda per confrontare le proposte e i programmi elettorali a una settimana dalla scadenza prevista. Con questa proposta la Sesta Opera ha inteso non far cadere nel vuoto i richiami fatti con forza sia dal cardinale di Milano durante la Messa di Natale a San Vittore, sia dal Capo dello Stato.

Ci siamo quindi trovati in Sala Ricci, nella residenza dei gesuiti e sede della Sesta Opera, lunedì 18. Prima erano stati contattati oltre trenta candidati di 19 formazioni politiche. Hanno risposto all’invito SEL, Rivoluzione Civile, i Radicali, il PD, Fare per fermare il Declino, e il Patto Civico per Ambrosoli presidente. Degli altri partiti invitati, solo una senatrice della Lista Monti ha risposto declinando cortesemente l’invito per impegni precedenti. In effetti, il tempo breve di convocazione (una settimana) a sette giorni dalle elezioni lasciava prevedere che non sarebbe stato facile trovare candidati liberi da impegni elettorali. Ma ci si aspettava che questo fosse problema di tutti, invece, e questo è il primo dato significativo emerso dalla Tavola Rotonda, l’invito è stato accolto da 5 partiti di sinistra e da un solo schieramento di centro. Gli altri sono stati comunque rappresentati da cartelli con i loro nomi sulle sedie rimaste vuote sul palco.

Altro elemento positivo è stato la proposta fatta dai Radicali, e accolta da noi, di trasmettere sulla rete nazionale di Radio Radicale tutta la Tavola Rotonda senza alcun limite di tempo. Infatti, non avevano notizia, fino a  quel momento, di un analogo confronto tra i partiti sui programmi relativi al carcere.

I temi toccati, nell’ora e mezzo che c’eravamo prefissati, sono stati la condanna dell’Europa, i metodi auspicati per attuare la sicurezza sociale, e le risorse economiche da investire e le priorità di ciascuno, come potenziare le misure alternative.

Dalle risposte dei relatori è emerso che, qualsiasi sia l’orientamento politico, il punto di partenza per rivedere il sistema penitenziario è legato alla visione che ciascuno ha della società e, prima ancora, dell’uomo. Più volte durante la Tavola Rotonda i relatori sono tornati su questo punto. Sembra banale e distante dalla realtà, ma solo da questo punto si sviluppa con una qualche coerenza l’una o l’altra delle politiche proposte. Le due visioni emerse sono quelle della sinistra, abbastanza omogenea tra i partiti di quell’area, pur con qualche distinguo contingente, ma non ci è sembrata fondamentale, e quella liberale. Fatta quest’osservazione, risalta un altro dato: a fronte di una sostanziale omogeneità nella visione di fondo della società, è evidente che nella sinistra ci si perde nei dettagli, che finiscono per prevalere creando divisione, e si perde di vista il quadro generale di riferimento che, di per sé, è prioritario.

Dal punto di vista della concretezza degli interventi, forse per i tempi televisivi concessi alle risposte, è stato difficile trovare qualche indicazione precisa, tranne qualche eccezione di chi, per sua storia personale, aveva speso (Lucia Castellano, ex direttrice del carcere di Bollate) o sta spendendo in prima persona impegno per il mondo delle carceri (Lamberto Bertolè, presidente della sottocommissione carceri del comune di Milano).

I singoli contenuti sono reperibili dalla registrazione audio fatta da Radio Radicale e ora sul sito della Sesta Opera  www.sestaopera.it .

Va riportata infine la soddisfazione e l’apprezzamento di tutti i relatori verso l’opportunità di confronto pubblico offerta dal mondo del volontariato all’insieme delle forze politiche, che sembra sia ormai una merce rara nel panorama politico italiano.

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