Jesuit Social Network
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Fermiamo le guerre legate ai minerali

08 Mag 2015

I minerali sono la principale causa e fonte di alimentazione di conflitti nel mondo. Quelli relativi all’approvvigionamento delle materie prime della Repubblica del Congo sono i più conosciuti, ma la situazione non è diversa in altri paesi. Secondo l’ONU, il 40% dei conflitti degli ultimi 60 anni sono stati in qualche misura legati all’accesso alle risorse minerarie.

La Compagnia di Gesù, in risposta alle sfide sempre più globali e alle sollecitazioni stesse dell’ultima Congregazione Generale, ha attivato alcune reti internazionali per affrontare a livello di Compagnia Universale tematiche che generano situazioni di ingiustizia a livello mondiale. Una di queste reti si occupa dei conflitti legati all’approvvigionamento di materie prime. Soprattutto in Africa, ma non solo, molti dei conflitti in essere sono legati all’estrazione di minerali e materie prime. Ogni piccolo esercito cerca il controllo dei luoghi di estrazione delle materie prime per venderle sui mercati internazionali e così finanziare le proprie attività. In questo modo interi stati sono in balia di conflitti irrisolvibili e che generano l’impossibilità di uscire da spirali di povertà crescente delle popolazione, oltre che un numero considerevole di morti fra la popolazione civile. Rompere questi meccanismi costituisce un apriorità che non può che passare attraverso azioni anche di carattere normativo nei paesi consumatori di materie prime, come è l’Europa.

Le reti europee della Compagnia di Gesù hanno così deciso di sostenere con forza un’azione concreta, finalizzata all’approvazione di una normativa europea che introduca un sistema di tracciabilità dell’origine dei minerali acquistati e utilizzati dalle nostre industrie. L’unione Europea costituisce infatti uno dei più grandi mercati a livello mondiale e può avere un impatto significativo sui conflitti e sui processi di pace-building proprio a partire da una legislazione vincolante sulla catena di approvvigionamento dei minerali importati in Europa. Nel marzo 2013 la Commissione Europea ha dato un impulso alla creazione di un sistema di certificazione su base volontaria  per l’industria siderurgica e le raffinerie con l’obiettivo di ridurre le fonti di finanziamento dei gruppi armati nelle aree di conflitto (che si finanziano vendendo materie prime provenienti dalle aree sotto il loro controllo). Siamo convinti che un sistema su base volontaria sarebbe inefficiente. Linee guida su base volontaria sulla fornitura di minerali da aree in conflitto, realizzate dall’OCSE,  sono già in vigore dal 2010, ma secondo una ricerca della Commissione Europea solo il 4% delle imprese europee le applica.

L’iter della normativa è complesso. Punto di partenza è il Rapporto dell’International Trade Committee (del Parlamento Europeo) che contiene la proposta su base volontaria che dovrà essere discusso dal Parlamento Europei il 18 maggio in sessione plenaria. In quella sede il Rapporto potrà essere modificato e inserita la proposta di una normativa stringente e obbligatoria. Il voto della sessione plenaria del Parlamento sarà pertanto decisivo.

Il JSN ha aderito all’iniziativa e invita a condividere questa campagna ed agire concretamente attraverso tre azioni molto semplici ma efficaci per fasi portavoce di chi non ha alcuna voce presso le nostre istituzioni europee:

  • firmare la petizione sul sito dedicato e gestito da ALBOAN 
  • diffondere l’iniziativa per sensibilizzare e raccogliere il maggior numero di adesioni
  • contattare i Parlamentari Europei italiani per sensibilizzarli l tema e sollecitarli ad una presenza e un voto il 18 maggio

 

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