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Oltre la crisi della Politica

mercoledì 5 febbraio 2014, alle ore 18.30, presso la sede del Centro Veritas in via Monte Cengio 2/1 a – Trieste

Conferenza dal titolo: “Oltre la crisi della politica“, con il filosofo Umberto Curi.

Il prof. Umberto Curi, ben conosciuto ai frequentatori dei mercoledì del Veritas, in cui è intervenuto già due volte, per parlare della paura e del suo testo “Meglio non essere nati”, il 5 febbraio presenterà le sue proposte sulle possibilità di superare la crisi della politica.

Si tratterà del primo incontro del mercoledì dopo che p. Mario ci ha lasciati: la pregnanza emotiva di questa consapevolezza è aumentata dal fatto che il prof. Curi ci ha offerto significative riflessioni sulla morte, in particolare nel suo libro “Via di qua. Imparare a morire”.

Sulla politica, il prof. Curi ha scritto molto: “La politica sommersa. Per un’analisi del sistema politico italiano”, “Pensare la guerra. L’Europa e il destino della politica”,  “La repubblica che non c’è”, “Il farmaco della democrazia. Alle radici della politica”, “Terrorismo e guerra infinita”.

Si è occupato, in particolare, del rapporto fra politica e guerra, tentando di spiegare la definizione clausewitziana della guerra come “continuazione della politica con altri mezzi”, ripresa nel nostro secolo dal filosofo tedesco Carl Schmitt: lo stesso Platone, nel Protagora, ricorda che nella lingua greca esiste una radice etimologica – pol – comune ai termini “città” (polis), “politica” (politikè tèchne) e “guerra” (pòlemos), che impone di pensarli congiuntamente.

Citando l’appello rivolto da Papa Woytjla al digiuno per il giorno di inizio della Quaresima del 2003, quasi alla vigilia dell’attacco americano contro l’Iraq, il prof. Curi commenta: “Se l’Occidente vuole la pace, deve digiunare. Al di fuori di questa prospettiva, la quale implica non un gratuito, ma infine sterile, atteggiamento penitenziale, ma un cambiamento profondo di stili individuali e collettivi di vita, di reperimento e sfruttamento delle risorse, di orientamento delle politiche economiche, di relazioni fra popoli e paesi; al di fuori di questo cammino difficile e perfino penoso, nel quale tuttavia almeno si intravede una giustizia meno iniqua di quella attuale, e una stabilità meno effimera, rispetto a quella oggi concessa, resta soltanto lo scenario di una giustizia declinata nei termini di un’operazione militare denominata Enduring Freedom.” (Gabriella Burba)

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