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Papa Francesco

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Al cuore della Laudato si’: l’ecologia integrale

22 Giu 2015

Tutto è in relazione», «tutto è collegato», «tutto è connesso»: questo è il ritornello che attraversa la Laudato si’, l’attesa enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune pubblicata il 18 giugno, anzi è la vera e propria base su cui il testo è costruito (il testo integrale dell’enciclica). Come spesso capita, la ricezione dell’enciclica favorisce la circolazione di singoli brani o la caccia di citazioni “a effetto”, col rischio di ridurla a un accumulo di massime su una serie disparata di argomenti (clima, acqua, biodiversità, OGM, ecc.). Si perde di vista in questo modo ciò che conferisce coerenza a un testo che è lungo e articolato, ma tutt’altro che frammentario.

La prospettiva focale su cui si regge l’enciclica è quella dell’«ecologia integrale», espressione che dà il titolo al cap. IV e che ricorre altre otto volte nel testo. Come papa Francesco stesso spiega nel n. 16, i temi che tratta la Laudato si’ «non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti» a partire da una pluralità di prospettive che – coerentemente – si integrano. In questa chiave, le pagine che seguono provano a esplorare il significato dell’ecologia integrale lungo due assi diversi ma complementari. La prima interpreta la proposta di papa Francesco come paradigma concettuale, mentre la seconda la legge come cammino spirituale.

Un’Enciclica sull’ambiente e, ancora più in profondità, sul senso dell’esistenza e sui valori alla base della vita sociale. Si può definire così, in estrema sintesi, la seconda, attesissima Enciclica di papa Francesco, Laudato si’. Il documento prende il nome dalla nota invocazione di san Francesco d’Assisi, che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, «è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» (1).

Questa terra, maltrattata e saccheggiata, oggi si lamenta; con essa, tanti dei suoi abitanti. Papa Francesco invita ad ascoltarli, sollecitando tutti e ciascuno a una «conversione ecologica», secondo l’espressione di san Giovanni Paolo II, cioè a «cambiare rotta», assumendo la bellezza e la responsabilità di un impegno per la «cura della casa comune».

Nel testo ci sono denunce molto dure, contro gli egoismi e la miopia alla base di una certa concezione dello sviluppo e contro i danni che ne derivano per l’essere umano e per l’ambiente, ma lo sguardo del Pontefice sembra illuminato anzitutto dalla speranza. «L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune» (13); «l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente» (58); «non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi» (205).

Un altro tratto distintivo dell’Enciclica è certamente la costante attenzione a entrare in dialogo con tutti, non solo con i fedeli cattolici. Il dialogo percorre tutto il testo, e nel capitolo 5 diventa lo strumento per affrontare e risolvere i problemi. Tanto che, in non pochi passaggi, il Papa assume esplicitamente il contributo sui temi ambientali offerto da cristiani non cattolici (in particolare il Patriarca ecumenico Bartolomeo I), da altre religioni e da scienziati, filosofi e associazioni che hanno «arricchito il pensiero della Chiesa su tali questioni» (7).

L’itinerario dell’Enciclica è tracciato nel n. 15 e si snoda in sei capitoli, di cui di seguito offriamo una sintesi. A dare unitarietà al tutto sono alcuni assi tematici che percorrono il documento papale, affrontati da una varietà di prospettive diverse: «l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita» (16)

Guida all’Enciclica a cura di Aggiornamenti Sociali

Da Aggiornamenti Sociali

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